Yoga e donna


Tratto da un articolo di Paola Campanini, insegnante yoga e Presidente dell’ Associazione Millepiedi, pubblicato sul n.0 della rivista YOGA in occidente, periodico quadrimestrale dell’ ASYCO (Associazione per lo studio dello Yoga e della cultura Orientale) di Torino c/o edizioni Promolibri- Magnanelli

Lo Yoga e la donna

La disciplina dello yoga è stata fin dalle sue origini trasmessa da uomini a uomini. Tutti i testi della tradizione induista ( compresi i testi tantrici dove pure è presente una diversa valutazione del ruolo della donna), sono rivolti al praticante uomo. Per moltissimi secoli la stessa pratica yoga è stata vietata alle donne, e credo che ancor oggi in qualche ashram in India sia proibito l’accesso alle donne. Sembra pertanto paradossale il fatto di trovare nei nostri centri una netta prevalenza di presenza femminile, come se la trasposizione occidentale di questa disciplina abbia comportato una riconversione di genere….

La donna e il proprio corpo

Lo yoga non può solo essere studiato ne semplicemente essere eseguito, ma è una disciplina che si sperimenta. Chi insegna dovrebbe conoscere molto bene questa differenza. E’ più facile per la donna, rispetto all’uomo, addentrarsi in un ambito che parte dal sentire e non dal fare, poiché vi sono esperienze fisiche e concrete che la portano a sentire il proprio corpo:
La lunga consuetudine con il ciclo mestruale, con le trasformazioni mensili non solo ormonali ma anche psicologiche e umorali
L’esperienza della gravidanza e del parto che fanno sperimentare modificazioni profonde di assoluta fisicità ( basti pensare al sentire la presenza di un altro corpo che vive nel proprio corpo)
Il climaterio e la menopausa che di nuovo e per lungo tempo portano a vivere cambiamenti profondi fisici e psicologici
Non solo, ma poiché la disponibilità al cambiamento è il punto di partenza di qualsiasi cammino interiore e di crescita, spirituale o semplicemente personale, ho sperimentato che le donne che si accostano allo yoga in occasione della gravidanza o del climaterio e menopausa, due grandi stagioni di cambiamento, difficilmente abbandonano lo yoga.

La donna e la vita

E’ altrettanto importane il fatto che le donne, per la loro storia e per i ruoli che storicamente hanno svolto, sono sempre vicine e partecipi a momenti importanti della vita e della morte. Penso alle professioni tipicamente femminili del lavoro di cura ( ostetriche, infermiere, assistenti sociali, assistenti ad anziani).Ma anche nell’ambito delle relazioni familiari la donna più dell’uomo si confronta costantemente con la nascita e con la morte, con il dolore e con la malattia. Tutto ciò non può non favorire una maggiore disponibilità a cercare, pur con diverse forme, delle risposte sul senso della vita.

L’aspetto simbolico

Anche nell’aspetto simbolico, così affascinante e così presente nello yoga, troviamo altre importanti differenze e spunti di riflessione.
Ha-tha yoga riporta immediatamente alla ricerca del necessario equilibrio, fra la polarità maschile e femminile,compresenti in diversa misura in ciascuno di noi. Rappresenta simbolicamente l’unione del sole e della luna: Surya ,il sole, che porta il risveglio,1’inizio,1’attività. Legato all’elemento fuoco, alla forza; Chandra, la luna, legata al tramonto ci porta ad evocazioni più intime e difficili, al mondo del sonno, del sogno, all’abbandono e all’eco della morte. Relazionata all’elemento acqua che esprime il massimo della fluidità e dell’adattamento.
Risulta evidente che alcuni aspetti del femminile possono essere più facilmente in sintonia con una disciplina che, pur partendo dalla fisicità del corpo, porta l’attenzione all’ascolto, alla dimensione più intima del guardarsi dentro.
Nel rimandare ad altri eventuali occasioni di riflessione sulla gravidanza e sulla menopausa,mi limito a segnalare alcune considerazioni sulla pratica e il ciclo mestruale.

Le asana e il ciclo mestruale

Il mio personale consiglio è di evitare la pratica di asana almeno nei primi giorni del ciclo, giorni in cui si può tranquillamente dedicarsi al rilassamento e al pranayama, con ovviamente l’esclusione dei bandha. Ma la donna che partecipa a corsi collettivi e non vuole perdere la lezione deve essere messa in condizione di conoscere le posizioni da evitare, quelle da attenuare, così da poter adattare il lavoro collettivo alle sue necessità.
Per questo sono solita consegnare a tutte le mie allieve una piccola guida sulle posizioni da evitare durante il periodo mestruale, quelle adatte ad equilibrare alcuni aspetti relativi all’intensità del flusso e quelle che, se praticate con costanza, regolarizzano il ciclo.
In sintesi:
1.Posizioni da evitare

yogdon2 Sirshasana e sarvangasana
Durante il ciclo non si devono mai eseguire posizioni capovolte. Queste infatti possono provocare un reflusso di sangue con gravi conseguenze
yogdon3 Sono da considerare posizioni controindicate oltre alle capovolte classiche, anche tutte le posizioni che portano l’ombelico oltre il capo, come ad esempio
Setuasana–il ponte
yogdon10 Inoltre va evitata la pratica di quelle posizioni che agiscono molto intensamente sull’addome, come ad esempio
Dhanurasana-l’arco­
yogdon4 e Navasana -la barca­,
così sono pure da evitare assolutamente i bandha

2.I piegamenti in avanti aumentano il flusso, come ad esempio:

yogdon6 Ugrasana (paschimottanasana )- la posizione terribile­
yogdon7 e Adityasana

3.I piegamenti laterali diminuiscono il flusso, come ad esempio:

yogdon8 Maha mudra -il grande gesto-

4.Ci sono invece posizioni che se sono inserite nella pratica giornaliera e quindi eseguite con costanza portano a regolarizzare il ciclo e ad attenuare il dolore. Si tratta di:

yogdon9 Halabhasana -la locusta­
Bujangasana -il cobra-
yogdon10 Per sbloccare i ritardi è invece molto utile la posizione dell’arco, Dhanurasana