Aura


I corpi sottili emanano radiazioni che formano l’aura, l’alone luminoso percepibile all’occhio dei veggenti che circonda il nostro corpo (o qualunque altro corpo vivente, come il fiore, la pianta, l’animale) e che subisce variazioni a seconda dello stato psicofisico. Si tratta di un campo energetico vitale suddiviso in sette strati, che corrispondono ai diversi livelli di realtà o corpi sottili, ciascuno dei quali si differenzia dagli altri per la sua “ottava” vibrazionale e quindi per collocazione, colore, luminosità, forma, densità, fluidità e funzione. Ogni strato, che ha organi sottili a forma di cono (i chakra), è a livello di vibrazioni superiore, occupa lo stesso spazio dei livelli sottostanti e si estende al di là di essi. Abbiamo cosi sette corpi che occupano tutti lo stesso spazio nello stesso momento, estendendosi oltre il precedente.
L’energia dell’Aura (chiamata anche “bioplasma” o “prana”) è la stessa che costituisce il campo energetico Universale (chiamato”etere” dagli antichi greci, “prana” dagli orientali, “ch’i dai cinesi, “ki” dai giapponesi) il quale permea lo spazio, gli esseri viventi e gli oggetti inanimati, collegandoli fra loro e fluendo dall’uno all’altro.

L’energia vitale che fluisce attraverso ogni cosa, nutrendola e mantenendola viva. La nostra salute dipende dallo scorrere e dall’equilibrio del prana nel nostro corpo mentre la malattia insorge quando il prana si blocca. Se il blocco viene rimosso, il nostro organismo ritorna in buona salute.

Il prana esiste sia nel nostro corpo sia nel mondo che ci circonda, come nell’acqua, nell’aria o nella terra. Noi assumiamo il prana con il cibo, la luce, il vento e la pioggia e, soprattutto, attraverso il respiro. Nella tradizione yogica e ayurvedica è indispensabile vivere in armonia con il mondo che ci circonda per mantenere equilibrato il livello del prana, e quindi per mantenerci in buona salute.

I Kosha

Secondo la teoria yogica, l’uomo esiste contemporaneamente su cinque livelli, che corrispondono a cinque corpi concentrici chiamati “involucri” o “guaine” (kosha).
– Il primo di questi livelli è proprio il corpo materiale, annamaya kosha, che significa “guaina composta di cibo”.
– Il successivo è formato da una rete di canali (nadi) attraverso i quali fluisce l’energia prana, perciò chiamato pranamaya kosha.
– Il terzo corrisponde alla nostra mente subconscia ed è chiamato manomaya kosha, da manas la mente inferiore, che riceve gli stimoli sensoriali.
– Il quarto corrisponde alla mente superiore o buddhi, sede della conoscenza discriminante, ed è detto vijnanamaya kosha.
– Infine il quinto, nel nucleo centrale dell’essere, anandamaya kosha, è composto di pura beatitudine (ananda) e contiene il seme della vera natura del sé (bindu).

Il prana, che scorre in tutte le cose, unisce il corpo fisico agli altri strati. Lo yoga considera questi involucri come dei vestiti, che vengono abbandonati quando sono consumati, consentendo al sé di reincarnarsi fino al raggiungimento dell’illuminazione suprema.