Alimentazione


Tratto da una dispensa della dott.essa Lella Cattaneo  dietista e insegnante yoga.

CONSIDERAZIONI SULL’ALIMENTO CARNEO

Considerazioni dietetiche e di salute

L’uomo come la scimmia è frugivoro ossia è destinato dalla natura ad alimentarsi di sola frutta, cereali, ortaggi, semi, l’uomo non possiede gli artigli e l’istinto sanguinario dell’animale carnivoro, non ha come questi animali il muso con una bocca la cui struttura permette di introdursi nei muscoli e visceri delle vittime, la dentatura dell’uomo non è simile a quella dell’animale carnivoro che ha i canini a forma di gancio a punta e i molari taglienti, bensì é formata da denti piani atti a triturare pro­prio come quelli della scimmia. Se la carne fosse un alimento naturale e adeguato all’alimentazione dell’uomo questo lo mangerebbe allo stato cadaverico cioè cruda, senza sentire la necessità di trasformarla con. l’arte della cucina che, ingannando i nostri sensi, tradisce le nostre necessità. Lo stomaco dell’uomo manca degli acidi propri dell’animale carnivoro, certo, se lo stomaco viene abituato a digerire la carne, per degenerazione arriva a prodursi un eccesso di acidi che poi attaccano le mucose originando ulcere o danneggiando i tessuti. Interessante sapere che l’intestino dell’animale carnivoro é più corto di quello dell’uomo ( che é a sua volta più corto di quello degli erbivori ) ed es­sendo il nostro intestino molto più lungo, la carne, che é una sostanza che con il calore si decompone più facilmente delle altre, rimane molto a lungo in esso, e di conseguenza con il calore prodotto dalla elaborazione digerente, si decompone e intoss­ica e avvelena l’organismo. Più pregiudiziale di tutta le carni è il brodo da esse estratto con la bollitura, poiché costituisce un prodotto escrementizio analogo all’orina: l’orina è il lavaggio della carne viva del corpo, ed il brodo é il lavaggio delle spoglie cadaveriche di un animale che incomincia la sua decomposizione. Dobbiamo ricordare che nella carne e nel sangue oltre alle sostanze di prevalenza tossica, proprie della sua natura (xantina, cadaverina,ecc.) e da quelle che si realizzano tramite il processo di decarbossilazione: come le amine tossiche, esistono altre sostanze tossiche, le tossine da fatica e  quelle conseguenti al trauma di spavento e di terrore come la istamina che si produce quando l’animale viene condotto al macello ed ammazzato. La carne svolge un’azione tossica nell’organismo anche perchè è un assimilatore di acido urico elemento anticipatore della vecchiaia.

A prescindere dall’intrinseca natura tossica della carne si comprenda come la sua tossicità sia duplice poiché gli animali d’oggi vengono allevati con alimenti e mangimi chimici addizionati con sostanze farmacologiche (antibiotici, ormoni), l’evoluzione scientifi­ca ha fatto si che la carne in genere non sia più quella che si mangiava 50 anni fa.

Considerazioni economiche e sociali

La carne è il cibo che più depaupera il reddito personale e le riserve del nostro povero Stato in modo più particolare, il quale per far fronte a quella che si chiama necessità nutritiva impellente, per l’importanza di questo presunto alimento, è costretto a sborsare quotidianamente dei miliardi in moneta pregiata, impoverendo in tal modo la sua riserva aurea, e tutto questo perché? Per darci un alimento che non ci nutre ma che ci intossica. E’ stato calcolato che le proteine divorate dagli annali da allevamento basterebbe in teoria a coprire il 90% del deficit di proteine di tutto il mondo. Si provi a considerare che per avere un Kg di carne di manzo si devono sacrificare come mangime 20 Kg di proteine vegetali, magari di valore molto elevato, come la soia. Allora perché non utilizzare direttamente queste proteine?

Considerazioni morali e spirituali

Il movimento vegetariano collegato ai temi dello yoga, della ricerca spirituale e della non violenza oltre al discorso di una vera salute conforme ai principi armonici della natura, è contrario alla uccisione degli animali per scopi alimentari. Una alimentazione che non uccida per sfamare l’umanità è l’unica degna di essere presa in considerazione come possibile alternativa alla grave crisi alimentare che affligge il mondo intero. Il vegetarianesimo non è solo un modo pacifico e diverso di nutrirci è anche un modo di interpretare e vivere la realtà “civilmente” senza violenza e senza inutili carneficine di esseri che, per quanto diversi, sono viventi come noi. In Oriente la tradizione vegetariana è vecchia di parecchi millenni: il buddismo, l’induismo raccomandano di astenersi dall’uccidere e mangiare animali sia per motivi salutari che per ragioni etiche e morali di rispetto verso ogni forma di vita.

Buddha come spiega la Srimad Bhagavatan è un’incarnazione di Krishna venuta su questo pianeta appositamente per spiegare che l’essere umano che non si astiene dall’usare violenza diretta o indiretta (comprare carne uccisa) nei confronti di ogni altro essere vivente, non raggiunge la liberazione. Chi mangia la carne non ha ca­pito bene che cosa é la vita e quanti sono i modi diversi in cui sì manifesta. Leonardo da Vinci scrisse che un giorno, quando l’umanità sarà diventata veramente civile, gli uomini condanneranno allo stesso modo ogni forma di violenza sia quella commessa nei confronti degli esseri umani, sia verso gli animali. Gli animali hanno il nostro stesso diritto alla vita e gli uomini non hanno alcun di­ritto se non la legge brutale della violenza di uccidere gli animali per mangiarli.

Abbandonare dall’oggi al domani il carnivorismo e diventare improvvisamente  vegetariani, sarebbe certo salutare ma non è facile perché: come tutti gli eccitanti (alcool, caffé, tabacco) anche la carne ci trasforma in tossicodipendenti: l’eliminazione drastica, da un giorno all’altro di questo cibo che ci ha accompagnato per decenni, può provocare forti reazioni di “rigetto” da parte del nostro organismo e causare scompensi fisiologici a volte anche gravi. Proprio come accade nelle tossicomanie, il divieto improvviso di cibo carneo può portare a vere e proprie “crisi di astinenza” caratterizzate da debolezza, inquietudine e smodato desiderio di carne. Per tanto i grandi mangiatori di carne non solo devono ridurne gradatamente la quantità  (una volta al giorno, una volta ogni due giorni, una volta la settimana, una volta al mese ecc.) ma devono operare una scelta più oculata sul tipo di carne scartando quelle più tossiche ed indigeste (trip­pa, frattaglie, maiale, oca, anatra, piccione, cacciagione, cavallo e salumi) e mantenendo le altre per qualche tempo (manzo, vitello, pollo); é molto importante il modo in cui la carne viene cucinata (cottura ai ferri senza grassi) e i cibi con i quali la si accompagna (associarla solo a verdure) per diventare vegetariani bisogna innanzitutto sentirselo den­tro, non dobbiamo nè possiamo imporci niente, la nostra deve essere una libera scelta dettata dall’ascolto della nostra “vera natura”. Senza dubbio aprendoci veramente a noi stessi, comprendendoci, non potremmo non diventare dei vegetariani.

Varie interpretazioni del regime naturale

Vi sono molte correnti alimentari alternative all’alimentazione tradizionale e meritano tutte un breve cenno in quanto forniscono in­dicazioni valide e utili. Ad ognuno poi spetta la scelta di seguire un regime piuttosto che un altro, oppure di trarne utili spunti verso un’alimentazione adeguata in sintonia con la natura.

Vegetarismo (da vegetua = sano), elimina dalla dieta ogni carne animale ma transige sugli altri prodotti animali, per ottenere i quali non è necessaria l’uccisione dell’animale, come uova, latte e derivati. Da che mondo é mondo i vegetariani sono sempre esistiti nelle classi popolari, tra gli intellettuali, gli sportivi: Pitagora, Platone, L.da Vinci, Galilei, Newton, Wagner, Pascal, Darwin, Gandhi, Freud, Einstein, Calvino, Tolstoi, per citarne solo alcuni. Ma non basta eliminare la carne per avere una dieta naturale si può continuare a rimpinzarsi di grassi indigesti, zuccheri, cereali raffinati e devitalizzati, di cibi e bevande industriali, di alcool, di pietanze ricche di conservanti chimici. Ecco perché il vegetariano avveduto non può non essere anche naturista e ricercare quindi il cibo sano e naturale.

Vegetalismo (da vegetalis= vegetale), proclama come unico cibo per l’uomo il vegetale ed elimina qualunque cibo animale (latte e derivati, uova, miele). Sono vissuti e vivono popoli e tribù del tutto vegetaliani, la salute non deve temere dal vegetalismo radicale purché lo si pratichi con intelligenza, occorre conoscere molto bene le proprietà nutritive dei vari cibi vegetali (frutta, verdura, legumi, cereali, melassa, semi, tuberi, radici,alghe).

Crudismo, pone al centro dell’alimentazione umana i cibi crudi considerati più vitali e più sani dei cibi cotti. Certo erano crudisti i primi insediamenti umani e sono ancora oggi semi crudiste alcune tribù africane. La maggior parte dei crudisti é anche vegetariana (la carte cruda é disgustosa) quindi il crudismo viene inteso come un miglioramento igienista della pratica vegetariana. Il crudista consuma: frutta, verdura, latte e derivati, cereali in fiocchi, grani e legumi germinati e germogliati. Il tutto deve essere accuratamente masticato!

Naturismo alimentare (il naturismo è una disciplina molto più vasta che vuole riavvicinare l’uomo alla natura e alle sue regole). Alcuni naturisti sono crudisti o cuociono pochissimo i cibi, molti sono vegetariani o vegetaliani, altri si lasciano attrarre da discipline esoteriche ma per tutti l’alimentazione naturista significa la riscoperta e l’attualizzazione del cibo e­lettivo a base di alimenti sani e naturali, non inquinati, integrali, con prevalenza di cibi crudi, di frutta e verdura, latte e derivati, cereali completi, semi oleosi, pochi grassi (solo vegetali) e pochissima carne di sicura provenienza ( l’alimentazione carnea non è quindi vietata radicalmente nel naturismo anche se è sconsigliata).

Igienismo alimentare, classifica gli alimenti in base alla loro azione sull’organismo in:
– alimenti ipotossici, cereali e derivati
– alimenti atossici (neutri), verdure radici cotte e crude brodi vegetali frutta secca semi oleosi
– alimenti antitossici, frutta fresca dolce o agrodolce
– alimenti tossici, legumi uova latte e formaggi
– alimenti ipertossici, carne pesce caffé tè cioccolato alcool.

L’alimentazione naturale igienista prevede il consumo di frutta fresca da sola, associa i cereali con le verdure o la frutta secca o i semi oleosi, consiglia di usare con prudenza legumi latte e derivati e uova, tende all’eliminazione dei prodotti ipertossici. Gli effetti tossici degli alimenti cono riscontrabili direttamente nel sangue il quale si acidifica o si alcalinizza. Il nostro organismo mal sopporta gli alimenti acidificanti perché il sangue tende ad essere alcalino, per tanto, un regime alimentare equilibrato dovrà comprendere dal 60 al 70% di alimenti alcalinizzanti e dal 30 al 40% di alimenti acidificanti. In generale sono acidificanti gli alimenti tossici e alcalinizzanti quelli non tossici. Questa dieta pone particolare attenzione agli accosta­menti e incompatibilità: un cattivo accostamento tra i diversi cibi della nostra dieta quotidiana può essere la causa di fastidiose fermentazioni alcooliche e di disturbi anche seri. L’ideale è la dieta dissociata, mischiare il meno possibile i cibi tra di loro per evitare complicazioni a livello digestivo e quindi assimilazioni parziali, produzione di tossine e fermentazione. Le mescolanze di cibi richiedono l’impiego contemporaneo di enzimi di segno opposto (acido e alcalino), la digestione finirà per essere lunga parziale e difficoltosa. Gli igienisti hanno elaborato una tabella della incompatibilità alimentari molto severa e rigorosa (non permette associazioni tipo: latte e miele, pane e formaggio, muesli) quindi é meglio trarne solo delle indicazioni di massima:
– la frutta va consumata da sola e lontano dai pasti
– le carni non vanno d’accordo con amidi, zuccheri, grassi
– non bisogna mischiare proteine animali diverse nello stesso pasto.

Macrobiotica, non é un regime alimentare antropologico è una dieta inventata dal giapponese Ohsawa, sulla base della dieta rigorosa e della filosofia religiosa dei monaci Zen del Giappone e sulla quale si inseriscono elementi tratti dalle diete dei monaci tibetani. Yin e Yang sono le due grandi categorie di base in cui si dividono non solo i cibi ma tutte le cose,  secondo la bipartizione cosmica. La macrobiotica sconsiglia l’uso della carne, anche se non esclude che se ne possano mangiare piccole qualità, purché equilibrate con verdura e cereali, sconsiglia anche i prodotti animali come uova e latte ed è essenzialmente basata sui cereali integrali sottovalutando la frutta, la verdura, il miele considerato troppo yin. Tuttavia la macrobiotica ha dei meriti:
– rivalutazione del cereale integrale in grani, farina, fiocchi
– diffusione dell’uso delle alghe
– limitazione e scelta delle bevande
– metodi di cottura adeguati
– buona masticazione dei cibi.

La macrobiotica poi, prescrive tutta una serie di cibi tipicamente orientali che si trovano nei negozi di dietetica ma che sono alimenti lontani dalla nostra tradizione e parecchio costosi perché dietro alla dieta macrobiotica ci sono interessi di speculazione economica.

Alimentazione e ricerca spirituale

Quali cibi sono usati da chi fa una vita mentale e spirituale particolare, come gli yogî ed alcuni scienziati? Chi è impegnato in  una ricerca trascendentale considera importante conoscere e controllare il corpo quale luogo in. cui l’essere spirituale ai realizza e vive la condizione umana. L’ambiente corporeo interno influenza le nostre decisioni psichiche e spirituali e la vibrazione di qualsiasi cosa introduciamo nell’organismo modifica le vibrazioni dello intero organismo. L’unico Paese al mondo in cui è rimasta sempre viva l’idea di vivere alimentandoci senza uccidere è l’India e lo yoga non si limita solo a consigliare una dieta vegetariana, per chi vuole elevarsi mentalmente e spiritualmente ci sono altre importanti regole da seguire: non bisogna mangiare troppo e bere; durante il pasto masticare bene i cibi; evitare discussioni prima, dopo e durante la digestione; non mangiare quando si è troppo stanchi o malati; evitare di nutrirci in luoghi con aria viziata e senza luce; è necessario respirare bene e abbondantemente; mangiare al mattino e star leggeri alla sera; digiunare periodicamente secondo le lune, poichè se il corpo è continuamente affaticato dalla digestione anche la mente e la coscienza ne risentono. Lo spirito, che è eterno, non ha bisogno di cibo, la mente che è un composto di energia sottile, ha bisogno di essere giustamente alimentata e controllata; siccome i legami tra mente e corpo sono molto più stretti di quanto ci sembri, è determinante la scelta e la preparazione del cibo che, se non è buono , genera effetti negativi su tutta la personalità dell’individuo. Secondo lo yoga, ciò che si mangia influenza anche la coscienza, per cui, da migliaia di anni gli yogî indiani hanno sempre mangiato colo quei cibi che hanno un effetto benefico sulla coscienza, sono cioè vegetariani, poiché questo tipo di alimentazione mantiene il corpo in buona salute, rischiara ed acuisce le capacità mentali ed eleva la coscienza.

Questa tipo di cibo, utile al corpo e alla mente, viene chiamato Sattvico (senziente), cibi sattvici o della virtù sono: frutta, gran parte dei vegetali, latte e derivati, cereali, legumi, sale, spezie leggere, erbe.
Il cibo che dà energia al corpo, ma che non lo porta all’evoluzione spirituale viene chiamato Rajasico (passionale mutevole), esso dà una forza instabile, che agita continuamente il corpo e la mente, cibi rajasici o in passione sono: caffè, thè, salsa di soia, senape, spezie forti, bevande ricche di anidride carbonica, cibi in scatola.
II cibo che conduce alla sonnolenza alla pigrizia e genera nella persona uno stato di cattiva salute cronica, indebolendo il corpo e rendendo “gretta e meschina” anche la mente è chiamato Tamasico ( tenebre dell’ignoranza), cibi tamasici, o generatori di ignoranza sono: carne, pecca, uova, cipolle, aglio, funghi, bevande alcoliche, tabacco, narcotici, droghe.

Chi vuole praticare lo yoga, la meditazione e vuole elevarsi spiritualmente, deve assolutamente evitare i cibi tamasici e limitare il più possibile i cibi rajasici; chi riesce ed alimentarsi solo con cibi sattvici capirà facilmente come è importante il rapporto tra cibo, corpo, mente e spirito e sarà naturalmente portato alla ricerca spirituale, alla conoscenza ed al controllo del corpo e della mente. Inizialmente è meglio intraprendere una dieta di transizione, abolendo completamente tutto ciò che è tamasico, poi, pian piano, il corpo e il sistema nervoso resi più agili e sani, saranno pronti per passare ad una alimentazione più elevata e sottile, sicuramente adatta a ricevere le vibrazioni spirituali, anche le più elevate.
Il modo in cui si sceglie, si prepara, si prende il cibo è molto importante; un cibo preparato frettolosamente, con la mente confusa, magari discutendo con altri o ascoltando la radio o la televisione, ha una cattiva influenza sul corpo, sulla mente e sulla coscienza. Bisogna cucinare seguendo certe regole di pulizia e di amore verso il cibo e verso coloro che lo riceveranno, oltre che verso la causa originale che lo ha generato. I cibi freschi sono da preferire a quelli conservati e quelli derivati da colture biologiche danno risultati migliori; bisogna seguire una dieta varia in cui compaiano in modo equilibrato cereali, verdura, frutta, latte e suoi derivati

La pratica del digiuno

Il digiuno è la medicina più antica e più economica adottata dall’uomo ( e dagli animali), la sua pratica si pone come una delle alternative naturali alla farmaco-terapia e come prevenzione generale delle malattie. Il digiuno deve essere visto come metodo pratico e naturale per alleggerire l’organismo dalle tossine e dai residui di sostanze inutilizzabili. che se non vengono eliminati costituiscono una delle più comuni cause di malattie più o meno gravi e pericolose. Pochi occidentali hanno l’abitudine, di digiunare periodicamente, mentre in Oriente è una pratica comune non solo di disintossicazione fisica, ma anche mentale. Esistono delle condizioni in cui è più favorevole effettuare il digiuno:
– è bene che ci assicuriamo di respirare aria di buona qualità per assorbire più energie e per smaltire tossine attraverso la respirazione.
– un clima non eccessivamente freddo o caldo è più favorevole,
– le condizioni lunari per cui alcuni giorni sono più ideali per digiunare, periodicamente, due volte al mese, nell’undicesimo giorno “ekadasi” dopo la luna nuova o la luna piena.
Digiunare non è in alcun modo insalubre o pericoloso, aiuta a sviluppare una forte volontà, perchè digiunare per un intero giorno richiede ferma determinazione e autodisciplina, inoltre può risvegliare le nostre capacità extrasensoriali, abitualmente allo stato latente. Infatti il digiuno non è solo una pratica igienica e salutare per ottenere un beneficio fisico, molti asceti, santi e beati cristiani non a caso lo praticavano per “purificar ai ed elevarsi spiritualmente”. In India, dove la ricerca spirituale è molto diffusa, la pratica del digiuno fa parte della cultura popolare ; bisognerebbe apprezzare di più la possibilità di purificarsi e disintossicarsi oltre che dedicarsi a se stessi interiormente, semplicemente non mangiando. Come si pratica il digiuno ?
– Il digiuno completo inizia all’alba dell’undicesimo giorno, ekadasi, o di un qualsiasi giorno e termina all’ alba del giorno seguente queste ore bisogna astenersi da ogni alimento solido o liquido, si può bere solo acqua.
– Esistono delle forme di digiuno più mitigato, durante il quale si prendono solo bevande tiepide, succhi di frutta e di verdure.
– Si può digiunare anche saltando qualche pasto: la colazione, il pranzo, la cena.
– Infine si può fare il digiuno di sola frutta, consumando per tutto il giorno solo frutta, è una cura disintossicante.
Dopo il digiuno i cibi più adatti alla ripresa delle funzioni digestive sono; succhi di frutta, di verdure, frutta e verdura.

La mia proposta di alimentazione alternativa.

La nostra alimentazione deve ritornare ad assumere un aspetto naturale e semplice, abolendo i cibi che apportano solo kcal senza dare vitelle, limitando gli alimenti tossici, in pratica è auspicabile:
– un maggior consumo di cereali in specie integrali( riso, pasta, mais, orzo, miglio, avena, segale,ecc. In grani, in fiocchi, come farine)
– un maggior consumo di legumi secchi o freschi( fagioli, piselli, lenticchie, ceci, fave, soia)
– un maggior consumo di ortaggi freschi crudi o cotti razionalmente ( in poca acqua, non ad alte temperature, senza grassi)
– un maggior consumo di frutta fresca o secca, cruda
– un buon apporto proteico con latte e derivati, uova
– come condimenti; olio di oliva extra vergine, sale integrale, aromi, spezie, succo di limone, condimenti della macrobiotica ( tamari, riso, gomasio, tahin), miele, zucchero di canna
– come bevande: spremute, succhi di frutta, orzo, tisane, infusi
– assicurarci, per quanto ci è possibile, sull’origine biologica dei prodotti
– fare attenzione anche agli utensili di cucina
– sedersi a tavola con uno stato d’animo calmo, in un ambiente adatto , con una presa di coscienza dell’atto che compiamo.